CENTRO TRATTAMENTO BALBUZIE

Febbraio 10, 2014 in psicologia milano da admin

La balbuzie √® un disordine del ritmo della parola, nel quale il paziente sa con precisione ci√≤ che vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non √® in grado di dirlo a causa di involontari arresti, ripetizioni o prolungamenti di un suono. Consiste in contrazioni spastiche, a carico delle funzioni, della regolarit√† e del ritmo della muscolatura fonorespiratoria. Essa √® un disturbo del linguaggio, tale disturbo √® multifattoriale, dipende dalla personalit√† con rilevante componente psicologica e ambientale, caratterizzato da un’alterazione del ritmo verbale e da un vissuto emotivo condizionato dall’espressione verbale. La balbuzie √® sempre e dovunque un disturbo della “relazione verbale” in situazioni di comunicazione perch√® un bambino non balbetta giocando e parlando da solo.

 

TIPOLOGIA

Una sintetica classificazione delle varie forme di balbuzie in et√† infantile non √® cos√¨ facile, anche perch√© non esistono al mondo due bambini che balbettano allo stesso modo. Gli studiosi hanno comunque classificato tre differenti tipi di balbuzie, facendo riferimento alla particolare configurazione del “blocco” e al suoni caratteristici che il blocco verbale manifesta nello sforzo articolatorio:

Forma Clonica: Il fenomeno √® classificato clonico se comporta la ripetizione di una o pi√Ļ parti iniziali, interne o finali di una parola. E’ solitamente la forma pi√Ļ frequente con cui la balbuzie si manifesta nell’et√† infantile;

Forma Tonica: Il fenomeno √® classificato tonico se si manifesta all’inizio della parola con difficolt√† di pronuncia e, nei casi pi√Ļ severi, comporta un vero e proprio “blocco” nella fluenza verbale del bambino;

Forma Palilalica o Mista: un mix delle due forme precedenti caratterizzata dalla presenza di prolungamenti, tonicità e ripetizioni cloniche.

 

ORIGINI

La Balbuzie non √® un fenomeno unico ma bens√¨ determinato a diversi livelli da fattori sia fisiologici che psicologici, sia genetici che derivanti da variabili ambientali. Tutti queste variabili possono giocare un ruolo importante nell’insorgere della balbuzie e pu√≤ risultare estremamente difficile determinare a priori quale di queste concause sia quella prevalente. Solo un approccio terapeutico di tipo multi-disciplinare permette di valutare e comprendere le variabili che possono entrare in gioco in presenza di fenomeni di balbuzie nell’et√† infantile.

 

 

Come disturbo della relazione e della comunicazione di origine psicologica, la balbuzie esordisce talvolta improvvisamente in età infantile nutrendosi di situazioni traumatiche o avvertite come tali (nascita di un fratellino, situazioni di anaffettivà, perdita di sicurezza, traumi, precari inserimenti), insieme a relazioni difficili e ansiogene avvertite dalla sensibilità del bambino nei primi anni di vita. Altre volte si inserisce nel linguaggio gradualmente insieme ai tentativi del bambino di pronunciare vocaboli e termini foneticamente complessi (tali esitazioni prendono il nome di disfluenze specifiche).

In genere l’intervento di una situazione reattiva (scatenante) rompe il delicato equilibrio psico-emotivo del bambino dando alla balbuzie (sintomo), caratterizzata da pause, interruzioni, prolungamenti, ripetizioni di sillabe o di singoli fonemi, la possibilit√† di rappresentare ai genitori uno scompenso interno, un disagio latente della personalit√† e della relazione (balbuzie-sindrome).

 

 

Riguardo l’et√† infantile possiamo affermare che il bambino sceglie (inconsciamente) tra gli innumerevoli sistemi di comunicazione di cui dispone (sistemi non-verbali) una modalit√† (la parola bloccata, il linguaggio esitante) che gli garantisce una “cassa di risonanza” sicura per attrarre l’attenzione dei genitori, per comunicare il suo stato interno, per “dire” all’adulto del suo disagio riguardo eventi particolari o avvertiti come ansiogeni.

 

Oggi le differenti argomentazioni sulle cause della disfluenza possono essere suddivise in tre gruppi principali:

Cause Organiciste: la normale fluenza viene ostacolata da un quadro logopatico instabile, da lesioni cerebro-corticali, da insufficienze dell’apparato fonatorio.

 

Cause Psicogenetiche: la disfluenza del linguaggio ha origine intima, nervosa e il fenomeno, fortemente intermittente, aumenta sistematicamente in situazioni intensamente emotive.

 

Cause Linguistiche: il normale flusso verbale viene interrotto a causa di incertezze terminologiche, sintattiche e grammaticali, costringendo il bambino a continue varianti rispetto alla elaborazione primaria del pensiero.

 

In alcuni casi parlare pi√Ļ correttamente di cause imitative, in quanto √® ampiamente dimostrata la maggior predisposizione alla balbuzie dei bambini nati in realt√† familiari ove vi siano soggetti affetti da tale disturbo.

 

Alcuni studiosi hanno presentato lavori che dimostrano in modo attendibile un coinvolgimento del sistema nervoso centrale (snc) e hanno quindi avallato la componente neuro-fisiologica della balbuzie.

Si pu√≤ ritenere che tutte le teorie sopra esposte abbiano un fondamento e che non esiste una balbuzie costantemente specifica e univoca. I fenomeni spesso si sovrappongono e si intersecano nelle forme pi√Ļ svariate ed √® per tale motivo che ogni bambino ha un suo personale modo di balbettare, ora minimamente ora pi√Ļ seriamente, a seconda delle circostanze ambientali o emotive.

 

Nessun bambino nasce con il problema della balbuzie, ma questa si manifesta solo in un secondo momento. Parlare non √® cosa facile, e per un bambino lo √® ancor meno. E’ assolutamente normale per un bambino di pochi anni avere qualche difficolt√† nel trovare la giusta coordinazione fisica, intellettuale ed emotiva necessaria ad un linguaggio fluente. Il bambino che balbetta mostra maggiori difficolt√† a controllare i processi di produzione della parola, richiedendo tempi maggiori per coordinare ed organizzare l’atto verbale.

Se √® vero che verso i 3/4 anni tutti hanno dei fenomeni di disfluenza dovuti all’apprendimento del linguaggio, √® altrettanto vero che, sempre in questo periodo, possono iniziare a manifestarsi fenomeni di vera balbuzie.

Tutti noi abbiamo delle disfluenze occasionali, quando siamo nervosi o emozionati.

Nonostante ciò vi è ancora nella nostra nazione chi considera colui che balbetta come un individuo anormale psichicamente ed eccessivamente emotivo. Ciò non è vero! In realtà gli studi condotti hanno dimostrato che i bambini affetti da balbuzie sono soggetti del tutto normali psichicamente, e con una grandissima sensibilità; inoltre molti terapeuti sostengono che il bambino con problemi di balbuzie ritenuto ha spesso un quoziente intellettivo nettamente superiore alla media.

Spesso i bambini manifestano nel linguaggio uno stress emotivo eccessivo, e ci√≤ √® sempre pi√Ļ causato dai ritmi frenetici della loro vita. E’ verso i tre/quattro anni che i bambini manifestano le prime imperfezioni nella fluenza verbale, con ripetizioni o prolungamenti di suoni. Tali imperfezioni nella parola, chiamate dis-fluenze, possono essere del tutto normali e generalmente, con il passare del tempo, tendono a scomparire naturalmente.

Purtroppo anche la vera balbuzie, o dis-fluenza anormale, √® un disturbo che generalmente insorge nell’et√† infantile, collocandosi tipicamente nel periodo 4-6 anni.

 

TERAPIE

Molto si pu√≤ fare, anche a livello terapeutico, per migliorare la fluenza verbale di un bambino che balbetta. L’obiettivo primario, specie su bambini dai 3 ai 7 anni, √® evitare che la balbuzie diventi nel tempo troppo severa e si “cronicizzi”, adoperandosi quindi per mantenerla ad un livello “gestibile” dal bambino e da coloro che lo circondano.

Ci sono molte persone al mondo che convivono felicemente con la propria balbuzie e per molte di esse, riuscire a controllarla e a mantenere un soddisfacente grado di fluenza verbale può già essere considerato un grande successo terapeutico.

 

Catalogando i vari “approcci terapeutici” si possono indicare due gruppi principali di tecniche:

Tecniche Logopediche e Foniatriche

Tecniche Psicologiche

Tecniche Miste

 

Le tecniche Logopediche/Fonoiatriche cercano di agire direttamente sul sintomo migliorando e regolando: la coordinazione del sistema pneumo-fono-articolatorio , l’atto respiratorio, la ripetizione sillabica , la ritmica del linguaggio, l’articolazione dell’atto fonatorio e la coordinazione muscolare.

Le tecniche psicologiche hanno come obiettivo il rafforzamento dell’Io e partono dalla convinzione che sia la repressione di impulsi non coscienti a generare i problemi di controllo dei logo-spasmi. Le tecniche psicologiche si propongono di far evolvere la personalit√† del bambino considerando come cause principali della balbuzie l’angoscia, il carico emotivo e il senso di solitudine.

Le tecniche miste partono dal presupposto che la balbuzie non ha quasi mai un’unica causa ma √® generalmente determinata da un “mix” di fattori inconsci, educativi, sociali, fonetici, motori, emotivi, sociali, culturali, ereditari, ecc. Per tale motivo occorre utilizzare un metodo terapeutico che faccia uso sia di tecniche Logopediche/Fonoiatriche che di tecniche Psicologiche, con modalit√† e “dosi” differenziate per ogni bambino a secondo della propria specifica patologia e della propria “storia”.

 

Il ruolo dei genitori quali educatori e primi terapeuti nei confronti della balbuzie infantile √® fondamentale. Occorre sopratutto comprendere le difficolt√† del figlio ed aumentare l’interazione con esso, ponendoci al di la del sintomo e operandoci per migliorare continuamente la nostra qualit√† di comunicazione. I genitori possiamo intraprendere tutta una serie di azioni e di comportamenti educativi tesi a favorire la fluenza verbale dei nostri figli.

 

Peter Ramig della University of Colorado suggerisce ai genitori dei bambini che balbettano di incoraggiarli a cantare, ripetere filastrocche sopratutto nei periodi di maggiore disfluenza. ‚ÄúPu√≤ dunque essere un libretto illustrato, una filastrocca o una canzone un interessante mezzo di regolazione del ritmo purch√© – precisa Enzo Galazzo – venga presentato in forma ludica. Un bambino non deve essere trattato nello stesso modo a tutte le et√†. Approcci terapeutici espliciti infatti fanno solamente aumentare la consapevolezza del problema, elemento che pu√≤ influire notevolmente sulla cronicizzazione della balbuzie‚ÄĚ.

 

Non appena si sospetti che le disfluenze del proprio figlio siano pi√Ļ serie del normale occorre rivolgersi ad uno specialista del linguaggio, verificando per√≤ che questi abbia una specifica esperienza di studio e di lavoro sulla balbuzie.