La memoria e i suoi segreti

Ottobre 28, 2013 in psicologia milano da admin

La memoria è quella funzione psichica volta all’assimilazione, alla ritenzione e al richiamo di informazioni apprese durante l’esperienza. E’ la capacità di conservare l’informazione nel tempo, snza la quale non sarebbe possibile nessun tipo di apprendimento.

La memoria, detta anche funzione mnestica, non risulta necessariamente stabile a parità di contenuti o classi di stimoli. È influenzata da elementi affettivi (come emozione e motivazione), oltre che da elementi riguardanti il tipo di informazione da ricordare. Questa funzione psichica si delinea come un processo legato a molti fattori, sia cognitivi che emotivi, e come un processo eminentemente attivo (e quindi non, o almeno non solo, un processo automatico o incidentale).HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Stimolo”HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Emozione”HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Motivazione_(psicologia)”HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Cognizione”HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Emozione”

Il processo mnestico si configura dunque come un percorso dinamico di ricostruzione e connessione di rappresentazioni, piuttosto che come un semplice “immagazzinamento” di dati in uno spazio mentale statico.

I processi mnestici fondamentali sono di tre tipi:

1)Assimilazione e codificazione, ricezione dello stimolo e traduzione in rappresentazione interna stabile e registrabile in memoria. Lavoro di categorizzazione ed etichettatura legato agli schemi e alle categorie preesistenti.

2)Ritenzione ed immagazzinamento. Stabilizzazione dell’informazione in memoria e ritenzione dell’informazione stessa per un determinato lasso di tempo.

3)Recupero. Riemersione a livello di consapevolezza dell’informazione prima archiviata, mediante richiamo o riconoscimento (la vedo e ricordo di averlo visto, è il modo più semplice per recuperare).

 

La dimenticanza di un fatto, un nome, un particolare può essere un errore in una delle suddette fasi.

 

 

Brevi cenni storici

 

Hermann Ebbinghaus Barmen, 24 gennaio 1850 – Breslau, 26 febbraio 1909) è stato uno psicologo e filosofo tedesco, (allievo di Wilhelm Wundt) avviò lo studio sperimentale della memoria utilizzando un approccio “associazionista”, mediante studi sperimentali sulla memorizzazione di sillabe senza senso. L’approccio associazionista si affidava ad una unità micro di analisi. Considerando la mente come la somma di piccole unità (elementarismo) (ispirandosi alle ricerche sull’atomo) ipotizzò che tra le unità si creassero delle associazioni funzionali al recupero dell’informazione.HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Hermann_Ebbinghaus”HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Wilhelm_Wundt”HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Associazionismo”

Sintetizzando i dati sperimentali su 2 assi cartesiani (nell’asse orizzontale le ore di ritenzione, e nell’asse verticale la percentuale di sillabe ricordate) identificò la cosiddetta “curva dell’oblio”, delineando un calo della prestazione mnestica all’aumentare del tempo della ritenzione.HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Assi_cartesiani”HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Oblio”HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Ritenzione_mnestica”

Del tutto analoga ma speculare è la rappresentazione della “curva della ritenzione”: all’aumentare delle ripetizioni sillabiche durante il processo di memorizzazione aumenta la qualità della ritenzione mnestica delle stesse, fino ad un livello tale per cui successive ripetizioni non implicano miglioramenti significativi della prestazione.

Ebbinghaus studiò inoltre il numero delle ripetizioni rispetto al tempo richiesto per il ri-apprendimento: più le ripetizioni sono numerose nella fase di apprendimento, tanto più è breve la fase di ri-apprendimento (ovviamente dopo un periodo di ritenzione).

Nel 1885, grazie alle numerose ricerche sperimentali, lo scienziato tedesco stabilisce quella che passerà alla storia come “legge di Ebbinghaus”:

“tra l’ampiezza del materiale da memorizzare e il tempo di apprendimento vi è un rapporto costante”.

Il limite principale degli studi di Ebbinghaus, che hanno avuto la fondamentale utilità di avviare lo studio psicologico strutturato dei processi mnestici, è che si focalizzarono su stimoli privi di significato, di tipo artificioso, e delineanti quindi un meccanismo di memorizzazione passivo.

Lo psicologo inglese Frederic Bartlett (1932) seguì invece un approccio teorico “strutturalista”, usando per le sue ricerche degli stimoli mnestici di tipo naturale, in cui veniva data grande importanza alle differenze individuali.HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Frederic_Bartlett”HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/1932″HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Strutturalismo_(psicologia)”

Un classico esempio di approccio strutturalista allo studio della memoria è fornito dal concetto di schema di Bartlett: lo “schema” è definito come una struttura dotata di significato, caratterizzata da un contenuto e da un processo, e che veicola il processo di codifica-ritenzione e di richiamo mnestico mediando il ricordo di informazioni successive.HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Schema_(psicologia)”

Bartlett individuò le strategie individuali, messe in atto nell’atto del ricordare e dell’apprendere, insieme a tutti i processi di aggiustamento, razionalizzazione ed ancoraggio, che caratterizzano questi processi. Elemento comune di queste strategie è che tutti i ricordi memorizzati sono caratterizzati dal fatto di essere dotati di senso per la persona che ricorda.

 

 

Teoria 1 l’approccio di Atkinson e Shiffrin

 

Nell’ambito della psicologia cognitiva della memoria, uno dei contributi di maggiore rilievo è quello relativo alla classica distinzione della memoria a breve termine e a lungo termine (MBT/MLT).HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia_cognitiva”

Atkinson e Shiffrin proposero il cosiddetto “modello del multimagazzino”, che divideva funzionalmente la memoria in:

Magazzino sensoriale, che riceve gli stimoli dagli organi di senso, e che ha una capacità di ritenzione molto limitata (pochi secondi). Questo magazzino può ricevere informazioni da un organo alla volta.

Magazzino a breve termine (MBT): anche chiamata memoria primaria o attiva, è quella parte di memoria che si ritiene capace di conservare una piccola quantità di informazioni chiamata span (tra i 5 e i 9 elementi) per una durata di 20 secondi circa. È contrapposta alla memoria a lungo termine, capace di conservare una quantità potenzialmente infinita di informazioni. HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Memoria_(psicologia)” \o “Memoria (psicologia)” HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Informazioni” \o “Informazioni” HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Memoria_a_lungo_termine” \o “Memoria a lungo termine”

Magazzino a lungo termine (MLT): contiene informazioni che sono passate dalla MBT e vengono ricordate per periodi prolungati, e che una volta immagazzinate nel cervello possono essere recuperate quando necessario.

 

La MDL memoria di lavoro è una funzione della MBT ed è stata teorizzata da Baddeley e Hitch. Funziona effettuando delle operazionisugli elementi della MBT. E’ una sorta di block notes mentale con la funzione di tenere a mente per breve tempo semplici operazioni.

 

 

Teoria 2 Endel Tulving

 

Dopo le teorizzazioni di Atkinson e shiffrin lo studio della memoria a lungo termine ha avuto un grande impulso. La MLT ha molte funzioni che sono state studiate e classificate secondo diverse etichette.

Endel Tulving distingue tra memoria episodica e memoria semantica: la prima ha una collocazione spazio-temporale e riguarda gli avvenimenti legati alla nostra vita, la seconda riguarda invece informazioni che non hanno una prospettiva spazio-temporale, come i concetti astratti, riguarda le conoscenze generali sul mondo. La memoria episodica e la memoria semantica sono considerate memorie esplicite dato che si manifestano per ricordi coscienti, quindi volontari, riferibili verbalmente. Questa memoria è condizionata dall’attenzione e dalla volontà di apprendere.HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Endel_Tulving&action=edit&redlink=1″HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Memoria_episodica”HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Memoria_semantica”

Va anche considerata la memoria implicita, incosciente, dove l’informazione non si manifesta per ricordo, ma influenzando un comportamento senza che il soggetto ne sia cosciente. Essa è suddivisa in memoria procedurale, percettiva, da condizionamento classico e non-associativa.HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Condizionamento_classico”

La memoria procedurale consiste nel ricordare uno script per compiere azioni automaticamente o semi-automaticamente, come andare in bicicletta, digitare su una tastiera;

la memoria percettiva determina il priming percettivo, ad esempio quello che consente di completare amodalmente una figura.

La memoria da condizionamento classico consiste nell’associare per condizionamento un riflesso ad uno stimolo neutro. Il meccanismo è lo stesso della memoria associativa che consiste nell’associare uno stimolo ad un comportamento, anche senza il ricordo cosciente che spinge a fare l’associazione.

La memoria non-associativa si divide in assuefazione e sensibilizzazione. L’assuefazione è un processo che risulta nell’attenuazione di una risposta non necessaria a seguito dell’esposizione ripetuta a uno stimolo che si è rivelato non rilevante. Per esempio la lumaca che ritrae le antenne quando queste vengono toccate leggermente, dopo un po’ smette di farlo (o le ritrae per meno tempo), se lo stimolo mantiene le stesse caratteristiche. La sensibilizzazione è il processo inverso, ovvero l’esposizione a uno stimolo particolarmente rilevante provoca una risposta che verrà poi ripetuta anche in presenza di stimoli meno rilevanti. Per esempio la lumaca cui si colpisce con forza le antenne, ritrarrà le stesse in maniera prolungata, e ripeterà il comportamento anche in presenza di stimoli non rilevanti (tocco leggero), finché subentra di nuovo l’assuefazione.HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Assuefazione&action=edit&redlink=1”

 

MEMORIA

 

 

 

MDL Implicita Esplicita

 

 

-Procedurale

-Percettiva

-Da condiz. Classico Episodica Semantica

-Non associativa (Autobiografica)

(assuef e sensib) (prospettica)

 

 

Come si misura la memoria

metodi diretti, ossia prove di rievocazione (libera, seriale e guidata) e prove di riconoscimento;

metodi indiretti, ossia compiti cognitivi che non testano direttamente la memoria, ma il cui risultato dipende dal livello di funzionamento di questa.

La prova di rievocazione libera consiste nel rievocare gli elementi di una lista presentata in precedenza (può essere presentata sia per via uditiva che visiva), senza vincoli sull’ordine in cui gli elementi devono essere ripetuti.

La prova di rievocazione seriale differisce dalla precedente in quanto si deve cercare di ripetere l’ordine esatto con cui gli elementi sono stati presentati.

La prova di rievocazione guidata prevede l’uso di stimoli aggiuntivi (cues) in qualche modo connessi con gli elementi da ricordare, in modo da facilitarne la rievocazione.

Le prove di riconoscimento possono basarsi sull’apprendimento della presenza di un elemento in un particolare contesto spazio-temporale, oppure possono essere svincolati da esso; nel primo caso il soggetto deve riconoscere se l’elemento mostrato è già stato presentato in precedenza, oppure riconoscere quale elemento è già stato presentato scegliendo tra i molteplici elementi mostrati (chiamati distrattori). Nel secondo caso il soggetto deve riconoscere se l’elemento mostrato appartiene a una data categoria (riconoscimento categoriale), oppure deve individuare un oggetto fra altri appartenenti alla stessa categoria, riconoscendone gli attributi che lo differenziano da questi (riconoscimento di identificazione).

I metodi indiretti sono prove varie che sfruttano in genere il priming di ripetizione e il priming semantico (o associativo). Il priming di ripetizione si basa sul fatto che la presentazione di un elemento all’interno di una lista (sulla quale non viene richiesto di svolgere compiti cognitivi) facilita il riconoscimento dello stesso, durante la prova vera e propria; il priming semantico facilita il riconoscimento utilizzando stimoli appartenenti alla stessa categoria dello stimolo bersaglio.

 

Memoria ed emozione: effetto Kennedy

 

Testistica

 

weschler memory scale (verbale e visuospaziale)

leiter-R attenzione e memoria,

RBMT,

reattivi figura complessa di Rey. l’organizzazione percettiva e MLT visiva

Span numeri diretto e inverso

Memoria visuospaziale test di corsi

 

Applicazioni

Molta parte dell’odierna conoscenza sulla memoria è derivata dallo studio clinico dei disturbi delle funzioni mnestiche, anomalie che si possono rintracciare in varie sindromi, malattie congenite o degenerative, quali ad esempio:

Afasia, Encefalopatia, Demenza, Malattia di Huntington, Morbo di Alzheimer, Morbo di Parkinson, Sindrome di Korsakoff HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Afasia” \o “Afasia” HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Encefalopatia” \o “Encefalopatia” HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Demenza” \o “Demenza” HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Malattia_di_Huntington” \o “Malattia di Huntington” HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Morbo_di_Alzheimer” \o “Morbo di Alzheimer” HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Morbo_di_Parkinson” \o “Morbo di Parkinson” HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_Korsakoff” \o “Sindrome di Korsakoff”

 

Deficit di memoria

La struttura cerebrale principale coinvolta nella memoria è la formazione dell’ippocampo: nelle cellule dell’ippocampo è stato verificato, in vivo, il processo di potenziamento a lungo termine, e il danno selettivo all’ippocampo causa amnesia anterograda (famoso è il caso del paziente H.M. che subì l’asportazione dei lobi temporali, e quindi dell’ippocampo, bilateralmente, e riportò un grave deficit di memoria esplicita per i fatti successivi l’intervento per il resto della sua vita). Tuttavia, studi più recenti suggeriscono che l’ippocampo e le cortecce circostanti (corteccia entorinale e paraentorinale) svolgano un ruolo di ‘smistamento pacchi’: le informazioni che vengono memorizzate effettivamente devono passare in quelle aree cerebrali, ma, siccome lesioni anche molto gravi non causano un’amnesia retrograda (ovvero, della memoria accumulata precedentemente), evidentemente la memoria già immagazzinata deve essere registrata altrove, probabilmente nelle aree associative delle cortecce prefrontale e frontale.

 

l’amnesia è un disturbo della memoria a lungo termine episodica. La persona affetta da amnesia può essere incapace di ricordare eventi della sua vita recente, o in casi gravi anche eventi remoti, e può non riuscire ad acquisire stabilmente nuovi ricordi, mentre in genere è preservata la capacità di imparare nuove azioni. HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Memoria_a_lungo_termine” \o “Memoria a lungo termine”

Esistono vari tipi di amnesie:

amnesia retrograda – ovvero perdita di memoria per eventi accaduti prima della causa, ma completa lucidità per tutto ciò che è successo in seguito.

amnesia anterograda – ovvero perdita di memoria che non compromette i ricordi passati, ma limita enormemente la capacità dell’individuo di memorizzare informazioni nuove.

amnesia globale – ovvero riguardanti entrambi gli aspetti sopra citati

amnesia lacunare ovvero perdita di memoria che interessa uno specifico periodo di tempo, che non viene ricordato dal paziente. Tale perdita di memoria è però limitata ad alcune ore o al massimo a giorni, ossia un breve periodo, dopo il paziente non ricorda quanto accaduto durante le ore precedenti. Essa si contrappone dunque all’amnesia retrograda, che causa invece la perdita di memoria di tutto il passato del degente. HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Amnesia_lacunare” \o “Amnesia lacunare” HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Tempo” \o “Tempo”

amnesia senso-specifica – se riguarda un unico senso.

L’amnesia Può essere stabile, transitoria o progressiva

 

 

La sindrome di Korsakoff (dal nome del neuropsichiatra russo Sergei Korsakoff) è una malattia degenerativa del sistema nervoso che fa seguito all’encefalopatia di Wernicke. HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sergei_Korsakoff&action=edit&redlink=1” \o “Sergei Korsakoff (pagina inesistente)” HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Encefalopatia_di_Wernicke” \o “Encefalopatia di Wernicke”

I pazienti hanno perduto la capacità di apprendere nuove informazioni (amnesia anterograda), riempiendo i vuoti coi ricordi passati. Non si rendono conto del loro problema.(anosognosia) HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Amnesia” \o “Amnesia”

L’esame anatomico del cervello di questi pazienti dimostra che le strutture centrali più lese sono: Nucleo medio-dorsale del talamo, Corpi mammillari, Ippocampo, Regioni frontali HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Talamo” \o “Talamo” HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Corpi_mammillari” \o “Corpi mammillari” HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Ippocampo_(anatomia)” \o “Ippocampo (anatomia)”

I pazienti con sindrome di Korsakoff sono per lo più alcolisti o con gravi deficit di tiamina. Frequente è il fenomeno della “confabulazione”: i pazienti, cioè, riempiono i loro vuoti di memoria con produzioni fantastiche deliranti. La memoria implicita e semantica sono conservate. HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Alcolismo” \o “Alcolismo” HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Tiamina” \o “Tiamina” HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Memoria_implicita&action=edit&redlink=1” \o “Memoria implicita (pagina inesistente)” HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Memoria_semantica” \o “Memoria semantica”