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I NUOVI SERVIZI DEL CENTRO PSICOLOGICO AMAMENTE

marzo 18, 2017 in aiuto compiti a domicilio milano, centro Dsa milano, Centro logopedia milano, Centro psicologia positiva, centro psicomotricità milano, diagnosi, dislessia, Disturbi.Logopedia, Esercizi logopedia, logopedia milano, logopedista milano, Milano, psicologia infanzia, psicologia milano, psicoterapia, rinnovo certificazioni, Trattamenti di psicologia, trattamenti logopedici milano, trattamento disturbi d’ansia a milano da admin

Centro Diagnosi Psicologia infanzia e adolescenza Milano

 

 – CENTRO PSICOLOGICO LOGOPEDICO AUTORIZZATO – DIAGNOSI DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO DSA MILANO. 

 

  •  BREVI COLLOQUI TELEFONICI INFORMATIVI GRATUITI

Intravedi nel tuo bimbo qualche problematica di apprendimento e vorresti il consiglio di un esperto?

 

S.O.S – DISLESSIA – DSA?

  • PERCORSI DI POTENZIAMENTO

Tutte le risorse sono dentro di noi e attraverso questo cammino di potenziamento il bambino potrà scoprire le proprie virtù per affrontare al meglio il suo futuro!

  • SOSTEGNO ALLE EMOZIONI E AI GENITORI.

Centro Amamente propone un percorso di sostegno alle emozioni e all’autostima dedicato ai più piccoli, sia individuale, che di gruppo, per riscoprire i propri talenti. Un percorso di sostegno è pensato anche per igenitori, dedicato alla famiglia, alla coppia genitoriale o al singolo genitore.

– S.O.S EMOZIONI? – S.O.S GENITORI?

  • CONFERENZE GRATUITE E SCREENING

Vuoi fare un bel regalo alla tua scuola? Una conferenza gratuita o un progetto di Screening per esempio!

Scrivi a centroamamente@gmail.com e dai un’occhiata alle nostre proposte:

  • IN CAMMINO VERSO LA FELICITA’

Centro Amamente propone un percorso di potenziamento dell’intelligenza emotiva,

aperto a tutti coloro che vogliono mettersi

in cammino verso la felicità.

Un’occasione di scambio e di crescita.

  • LABORATORIO TEATRALE PER BAMBINI E RAGAZZI

Le novità non sono finite! Da quest’anno bambini e ragazzi dagli agli potranno iscriversi al nostrolaboratorio di educazione alla teatralità!

 Scopri di più e inizia a creare con la fantasia….😊

www.centroamamente.it

http://www.centropsicologicomilano.it

 

Amamente Centro di Psicologia Positiva per l’Infanzia e la Famiglia
Direttrice d’équipe Dott.ssa Anna La Guzza 3311842704

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CENTRO PSICOLOGICO PER L’INFANZIA L’ADOLESCENZA E L’ADULTO A MILANO

febbraio 28, 2017 in centro Dsa milano, Centro psicologia positiva, diagnosi, dislessia, dsa, psicologia infanzia, psicologia milano da admin

DIAGNOSI E CERTIFICATI DSA AUTORIZZATI ASL MILANO

Centro psicologia-logopedia

autorizzato ASL

diagnosi, trattamento

e Rinnovo Certificati  DSA. 

Grazie all’accurato lavoro di una équipe clinica multidisciplinare sappiamo rispondere con competenza, passione e professionalità ai bisogni di bambini, ragazzi e famiglie.

Siamo in grado di individuare con precisione i bisogni delle Famiglie, che seguiamo sotto tutti i punti di vista, dalla consulenza alla valutazione, dalla certificazione alla presa in carico psicologica, logopedica, psicoeducativa.

Troverete un clima di accoglienza e fiducia, e, grazie alla programmazione e supervisione in team, sarete seguiti in maniera completa ed efficace:
offriamo una presa in carico attenta e puntale e la possibilità di scoprire le proprie risorse personali e crescere in un clima di accoglienza, ascolto e fiducia.

Centro Psicologico – Logopedico per la Famiglia, l’Infanzia, l’Adolescenza e l’adulto a Milano. 

I nostri strumenti sono efficaci e i nostri metodi all’avanguardia, validati e comprovati dai più recenti studi scientifici in ambito clinico e psicoeducativo.

Ogni percorso è unico ma ciò che ci caratterizza e contraddistingue è l’approccio Positivo, centrato sul Cliente che è condotto nel percorso di scoperta degli aspetti positivi di sè, di relazione con l’Altro e con il mondo attorno a Sè.

Il Centro è Accreditato Asl a Milano per la Certificazione nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento ( DSA ).

ELENCO SERVIZI SPECIALISTICI:

Consulenza psicologica

Un primo colloquio psicologico conoscitivo in cui il professionista di riferimento indagherà le motivazioni
che hanno condotto la famiglia, la coppia genitoriale o il genitore a richiedere un incontro.

La seduta potrà prevedere l’approfondimento delle seguenti aree: anamnesi neuropsicologica del bambino, storia personale e familiare, primi elementi di valutazione sui sintomi riportati, visione dei quaderni e dei disegni, analisi delle valutazioni precedenti o dei referti di tipo medico, condivisione con la famiglia delle ipotesi diagnostiche e proposta di approfondimento o di presa in carico.

Seduta consulenza e sostegno alla genitorialità in coppia

La seduta, condotta da psicoterapeuti specializzati, prevede l’ascolto della richiesta genitoriale laddove insorgono tematiche legate alla gestione educativa dei figli, alle scelte di vita o a particolari situazioni o comportamenti dei figli che sono motivo di preoccupazione.

I genitori o il genitore riceve un momento di primo ascolto e consulenza, alla quale il Centro fa seguire una proposta personalizzata (sostegno alla genitorialità, approfondimento valutativo o presa in carico abilitativa). Sostegno alla Genitorialitá

Visita logopedica

La visita prevede un primo inquadramento anamnestico con il singolo/genitore/i genitori al quale segue l’osservazione attiva del linguaggio. Nei bambini è previsto un momento di gioco mirato alla prima verifica dei sintomi riportati in fase di colloquio anamnestico al quale segue breve restituzione ed eventuale proposta di approfondimento specifico e/o presa in carico abilitativa (o riabilitativa).

Visita Neuropsichiatrica

Un incontro che prevede l’osservazione medica degli aspetti neurologici a livello globale nel bambino e nell’adolescente mirata a verificare l’assenza o la presenza di patologie di tipo neurologico, neuropsicologico o neuropsichiatrico (deficit neurologici, psicomotori, ritardo cognitivo, sindromi cognitive, autismo).

Valutazione neuropsicologica

Percorso di approfondimento clinico mirato alla verifica dei sintomi riportati riguardanti difficoltà emotive, di apprendimento e di comportamento nel bambino, l’adolescente, l’Adulto. Il percorso di approfondimento valutativo prevede una seduta anamnestica con i genitori o l’adulto, 4 ore di approfondimento clinico e testistico individuale, relazione e restituzione.
La Certificazione è valida per la scuola ai fini della legge 170/2010.

Psicoterapia Individuale

Percorso individuale di sostegno psicoterapeutico con approccio integrato individualizzato (cognitivo- comportamentale e psicodinamico).
Pacchetto Abilitazione all’apprendimento o sostegno emotivo nell’infanzia
Percorso di sostegno psicologico mirato al recupero delle difficoltà e al potenziamento delle risorse nelle aree dell’Apprendimento ed Emotive (DSA Disturbi Specifici dell’Apprendimento, ADHD, Disturbi Evolutivi
Specifici Misti, Difficoltà Emotive e Comportamentali); prevede il coinvolgimento attivo della famiglia e della scuola.

Trattamento Riabilitativo Logopedico

Percorso di trattamento del linguaggio mirato al recupero delle difficoltà nelle aree dell’Apprendimento e del Linguaggio (DSA Disturbi Specifici dell’Apprendimento con DSL, Dislalie, Disfonie, etc); il trattamento rivolto a pazienti in età evolutiva prevede il coinvolgimento attivo della famiglia e della scuola.

Intervento di consulenza/formazione/mediazione scolastica effettuato da psicologhe scolastiche e mirato all’individuazione di obiettivi di apprendimento, alla stesura del PDP, all’integrazione scolastica.

Per fissare un
appuntamento inviare una mail a centroamamente@gmail.com ,

verrete presto ricontattati.

Grazie per averci scelto,
Dott.ssa Anna La Guzza
Direttrice Centro Amamente

SEDE 1 : Via Castel Morrone 1/a Milano – 
Tel 3311842704 centroamamente@gmail.com

SEDE 2 : Viale Monza 91 Milano  (Loreto- Milano Est 

https://www.centroamamente.it

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ADULTI – BAMBINI: DIAGNOSI DSA MILANO

luglio 31, 2016 in diagnosi, dsa, psicologia milano da admin

DIAGNOSI DISLESSIA (DSA) NELL’ INFANZIA NELL’ADULTO

Dsa Diagnosi Adulti - Bambini Milano

Chi può fare la diagnosi DSA?

 

 

La diagnosi DSA deve essere fatta da specialisti esperti mediante specifici test standardizzati e condivisi, in linea con le indicazioni della Consensus Conference, del Panel di Aggiornamento e Revisione della Consensus Conference e dell’Istituto Superiore di Sanità.

Cosa è la diagnosi di un DSA?

Quando c’è un sospetto di DSA,  vengono somministrati test per valutare:

intelligenza, capacità di scrittura,capacità di lettura,comprensione del testo,capacità di calcolo.

Dopo questi test lo specialista redige una relazione che contiene i risultati, la diagnosi del disturbo specifico dell’apprendimento individuato e le strategie da adottare per migliorare l’approccio a beneficio del bambino.

Quando può essere fatta la diagnosi di un DSA?

La diagnosi di dislessia, disortografia e disgrafia può essere fatta alla fine della seconda elementare, mentre quella di discalculia alla fine della terza elementare.
Prima di queste tappe scolastiche la varietà dei risultati dei test rende troppo difficile il discernimento di un disturbo specifico dell’apprendimento.

Centro riabilitazione Disturbi dell’apprendimento a Milano

 

 

http://www.aiditalia.org/it/la-dislessia/diagnosi

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DOVE FARE LA CERTIFICAZIONE DSA VALIDA PER LA SCUOLA

gennaio 10, 2016 in Centro logopedia milano, Centro psicologia positiva, centro psicomotricità milano, diagnosi, dislessia, Disturbi.Logopedia, dsa, Esercizi logopedia, logopedia milano, logopedista milano, psicologia, psicologia infanzia, psicologia milano, rinnovo certificazioni, trattamenti logopedici milano, trattamento disturbi d’ansia a milano da admin

DOVE FARE LA CERTIFICAZIONE SCOLASTICA DSA A MILANO ?

Centro Specializzato ed accreditato per i Disturbi Specifici dell’Apprendimento Dislessia (DSA) a Milano.

VALUTAZIONE- DIAGNOSI- TRATTAMENTO.

Centro Psicologico Accreditato Amamente: Diagnosi e Certificazioni valide per la scuola

Centro Psicologico Accreditato Amamente.

Servizi di Psicologia, Psicoterapia, Neuropsichiatria, Logopedia per l’infanzia, l’adolescenza e l’adulto di Milano e provincia .

Il Centro è autorizzato al rilascio e al rinnovo delle certificazioni Dislessia DSA valide ai fini scolastici .

www.centroamamente.it

www.milanologopedista.it

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DIAGNOSI DISTURBI PSICOLOGICI. LA FRUSTRAZIONE

febbraio 14, 2014 in diagnosi da admin

LA FRUSTRAZIONE

La frustrazione può definirsi come lo stato in cui i trova un organismo nel momento in cui la soddisfazione di un suo bisogno viene impedita o ostacolata. Essa rappresenta un elemento inevitabile della relazione umana col mondo e, anzi, è una delle esperienze che contribuisce a strutturare un buon adattamento alla realtà.

E’ infatti proprio il contesto familiare, in particolare la figura della madre, la prima fonte di frustrazione, oltre che chiaramente della soddisfazione. Gli psicologi delle relazioni oggettuali vedono nella frustrazione precoce e minima, che inevitabilmente il neonato vive nel momento in cui per la prima volta non vede subito soddisfatti i suoi bisogni primari, un momento molto positivo e utile ai fini della costruzione dell’identità personale, al passaggio cioè da un periodo di indifferenziazione IO-MONDO (mamma) e una seconda fase di separazione-individuazione.

Successiva e inevitabile, per Freud, causa di frustrazione per il bambino è quella derivante dall’educazione al controllo degli sfinteri che, soprattutto da parte della teoria psicoanalitica, è stata teorizzata come un’importante esperienza per la formazione del carattere. (basti pensare che il carattere disciplinato dei giapponesi può esser messo in correlazione con la precoce educazione al controllo degli sfinteri, che avviene infatti entro il primo anno di vita). Non è certo solo l’educazione degli sfinteri l’unica occasione di frustrazione, visto che anche altri processi educativi (come l’educazione alimentare, il tipo e la costanza dell’atteggiamento tenuto col bambino che possono altresì rappresentare motivi di frustrazione.

Freud complesso di Edipo come fonte di frustrazione

Spitz -> organizzatori : paura dell’estraneo e fase del NO

Le cause di frustrazione nel corso dell’esistenza sono molteplici e possono essere così classificate:

1) Frustrazioni da ambiente fisico: ad esempio causate dalla distanza, dal sovraffollamento di un ambiente o di una zona abitativa, il rumore. Generalmente sono ben tollerate, anche perché percepite come anonime e non intenzionali.

2) Frustrazioni da ambiente sociale: ad esempio in una fabbrica, l’operaio, che pur sopporta bene il lavoro fisico, può essere frustrato dalla sua esclusione dai piani e dalle decisioni della direzione, o dai controlli troppo pressanti, o dall’impossibilità di carriera.

3) Frustrazioni da ambiente familiare: tipico è l’esempio dell’adolescente che vive vede il suo desiderio di autonomia frustrato dalle istanze familiari, Tuttavia, proprio come in questo caso, i conflitti familiari si intersecano con quelli più strettamente personali.

4) Frustrazioni personali: possono essere dovute ad esempio a difetti fisici, o anche psichici o intellettivi. Molto spesso sono dovuti ad un conflitto fra due diverse istanze inconciliabili nello stesso individuo (vedi conflitto). A volte anche la semplice dilazione della soddisfazione di un bisogno (come la soddisfazione sessuale nella nostra società) può essere causa di frustrazione, ma ad un livello solitamente ri-assorbito dalle istanze sociali.

Le risposte adeguate alla frustrazione

La persistenza di un tensione psichica dovuta alla mancata soddisfazione di un bisogno ha avuto dimostrazioni sperimentali non solo per i bisogni fisiologici (il che è abbastanza intuitivo) ma anche per quelli di carattere più strettamente psicogeno. Fu Lewin, che definiva questi bisogni dei quasi-bisogni, a dimostrarlo attraverso il seguente paradigma sperimentale: dei soggetti venivano posti in una stanza a svolgere un compito e venivano improvvisamente interrotti.

Le variabili indipendenti in questo esperimento erano il tipo di compito (si andava da compiti altamente ripetitivi e poco stimolanti, a compiti che invece necessitavano di un maggiore sforzo e che avevano un obiettivo più evidente) e il punto dell’esecuzione in cui venivano interrotti (all’inizio, nel mezzo o alla fine dell’esecuzione). Una terza variabile era la motivazione dell’interruzione, che poteva essere fortuita (lo sperimentatore veniva chiamato fuori dalla stanza) o giustificata con la consegna di eseguire un’altra attività.

In una seconda fase i soggetti venivano lasciati soli nella stanza con a disposizione i lavori lasciati interrotti e sotto osservazione (a loro insaputa). Nella maggior parte dei casi i lavori venivano ripesi: in particolare, se l’interruzione era fortuita i lavori venivano sempre ripresi; nel caso di interruzione giustificata da un altro compito, venivano riprese nei 2/3 dei casi. Inoltre le attività con un contorno ben definito sono riprese con frequenza nettamente superiore; e infine vengono riprese maggiormente le attività interrotte all’inizio o alla fine.

Quel che in ogni caso si può concludere è che una tendenza evocata (anche di origine cognitiva o psicologica in genere), se interrotta continua a cercare una via di scarica e può quindi trovare diverse modalità di scarico compensatorio.

A questo riguardo, le reazioni alla frustrazione possono catalogarsi in adeguate e inadeguate, che non corrisponde però a normale e patologico; una reazione inadeguata può definirsi patologica quando si presenta in modo fisso e coercitivo anche di fronte a frustrazioni lievi. Le reazioni adeguate sono:

a) intensificazione dello sforzo: che tuttavia è adeguata se effettivamente permette di raggiungere lo scopo, altrimenti si trasforma in una reazione di fissazione e stereotipia.

b) riorganizzazione delle strategie: a volte il mancato raggiungimento di uno scopo può essere dovuta ad una inadeguata organizzazione delle strategie e dei mezzi a disposizione.

c) sostituzione dei fini: quando le prime due strategie non sono efficaci, l’unica cosa da fare è sostituire il fine originario con uno ragionevolmente simile ma più raggiungibile.

Quelle meno adeguate possono essere:

d) sublimazione: si tratta di un meccanismo molto importante nella storia della civiltà (secondo Freud) e consiste nella sostituzione di obiettivi socialmente riprovevoli con attività socialmente utili che mantengano un minimo di legame con l’attività originaria. Così l’aggressività può essere sublimata in competizione o militarismo; questo meccanismo è secondo la teoria psicoanalitica alla base di molte scelte vocazionali.

e) Formazione reattiva: meccanismo descritto da Freud e consistente nello sviluppo di un comportamento diametralmente opposto a quello inibito (ad esempio: una donna che non voleva un figlio, può poi reagire con un atteggiamento ansioso ed iperprotettivo.

f) Aggressività: l’aggressività consiste nel tentativo di distruzione, allontanamento o comunque di deterioramento della persona o dell’oggetto causa di frustrazione. E’ una reazione inadeguata, perché non risolve la situazione. L’aggressività può essere aperta o larvata

g)Autosabotaggio

h)Impotenza appresa (Seligman)

i)Proiezione

Le risposte disturbate alla frustrazione

a) Regressione: la regressione, che consiste in un ritorno ad un livello di pensiero e comportamento più primitivo rispetto al proprio sviluppo psichico, può riguardare singole aree del comportamento o anche la personalità in modo globale, e può inoltre protrarsi per un breve periodo o più a lungo, a seconda delle condizioni ambientali. Un esempi tipico di regressione sono i fenomeni di enuresi notturna mesi che interessano i bambini quando in casa arriva un fratellino.

b) Razionalizzazione: consiste nel costruire un storia razionale del fallimento della soddisfazione del proprio bisogno che, in realtà, non reggerebbe ad un’osservazione imparziale. E’ il tipico caso della volpe e l’uva narrato da Esopo. (svalutazione)

c) Autismo: consiste in un distacco dalla realtà e dall’ambiente sociale con una conseguente chiusura in se stessi. Nelle forme più gravi l’individuo può rimanere a letto per giorni in stato quasi catatonico, e passare rapidamente dalla sintomatologia nevrotica a quella psicotica.

d) Repressione: consiste nell’inibizione (ossia l’esclusione cosciente e volontaria) di un impulso, di un desiderio di un sentimento ritenuti inaccettabili dalla coscienza morale.

Nella nostra società sono molto spesso oggetto di repressione gli impulsi aggressivi e, a volte, anche quelli sessuali.

e)identificazione: Sindrome di SToccolma

Come fronteggiare la frustrazione

Strategie di coping e resilienza: La tolleranza alla frustrazione

Chiaramente gli individui hanno diversi gradi di tolleranza alla frustrazione, e sono state elaborate tecniche sperimentali per individuare tali differenze

L’osservazione clinica ha dimostrato che il livello di tolleranza alla frustrazione di un individuo è in realtà una capacità specifica, nel senso che può riguardare anche singole aree del comportamento.

Metodi d’indagine.

• Studi fatti da Lewin inerenti allo svolgimento di un compito e alla relativa consegna, hanno dimostrato che, qualora un fatto imprevisto interrompa l’attività intenzionalmente perseguita, l’energia mobilitata non viene immediatamente annullata. Infatti una tendenza evocata e poi impedita continua ad operare per un certo tempo e a cercare vie di scarico compensatorio.

Tecniche sperimentali sono state elaborate anche per evidenziare come una stessa situazione frustrante possa suscitare risposte diverse negli individui. Una di queste tecniche è detta “dell’insuccesso indotto”. Essa consiste nel proporre compiti di difficoltà crescente culminanti in prove insolubili. I soggetti venivano sollecitati per molte ore ad insistere nella ricerca di una soluzione che non c’era. Di fronte ai continui fallimenti i soggetti rivelavano, più o meno precocemente, diverse reazioni che andavano dalla rivolta alla rinuncia. La capacità di riprendere una prova in cui si era fallito era considerata un segno di tolleranza alla frustrazione.

• Studio effettuato Lewin sulla regressione sperimentalmente indotta, a 30 bambini in età prescolare era concesso di giocare liberamente per 30 minuti con un gruppo di giocattoli. Il gioco veniva osservato da due ricercatori che assegnavano un certo punteggio al grado di “costruttività” del gioco. Il giorno dopo si permetteva ancora ai bambini di giocare, ma ai giocattoli noti ne venivano aggiunti altri più attraenti e dopo 15 minuti i nuovi giochi venivano sottratti e posti in un luogo della stanza visibile ma inaccessibile (fase di frustrazione). I bambini dunque giocavano con il primo gruppo di giocattoli, ma la qualità del gioco risultava scaduta, cioè corrispondente ad un’età inferiore rispetto a quella reale, mentre aumentavano attività diversive o di evasione. Il grado di regressione non era uniforme: mostravano maggiore degradazione i bambini che nella fase iniziale del gioco avevano mostrato una maggiore “costruttività”.

Sviluppi applicativo-professionali.

Le osservazioni sulla frustrazione sono state effettuate per lo più durante l’età infantile, perché le proibizioni e le dilazioni fanno parte del normale processo evolutivo .Tale interesse da parte degli studiosi ha anche una giustificazione pedagogica e clinica. Le frustrazioni derivanti dall’ambiente familiare e sociale rievocano nell’individuo le reazioni sperimentate durante l’infanzia e che dunque si sono strutturate.

• In condizioni di gravi deprivazioni affettive (sindrome ospitalismo), come negli orfanotrofi, la somministrazione di frustrazioni può essere molto forte, il bambino elabora schemi di difesa che si strutturano progressivamente e persistono nel tempo. (Bowlby depressione anaclitica)

Al contrario, con genitori eccessivamente permissivi nei confronti del bambino, si può avere una troppo scarsa somministrazione di frustrazioni che determina il permanere nella fase dell’egocentrismo infantile. Le frustrazioni possono insorgere, in tal caso, quando il bambino esce dall’ambiente familiare. (Caso degli adolescenti)

• In ambito clinico terapeutico ad esempio gli elementi transferali aprono l’accesso a situazioni di frustrazione, come il desiderio del soggetto di conoscere il terapeuta fuori dal setting.

• La valutazione del grado di tolleranza alla frustrazione è perciò utile per la prognosi. per valutare la capacità di adattamento all’ambiente circostante e una prognosi positiva di un trattamento. Persone con una buona tolleranza alle frustrazioni potranno ottenere maggiori vantaggi da approcci terapeutici di tipo espressivo, mentre per persone con bassa tolleranza sono più indicati approcci di tipo supportivo.

• In ambito pedagogico: lo strumento del Mastery Leming consente una riduzione degli elementi di frustrazione poiché fornisce un percorso individuale di apprendimento. Apprendimento senza errori

Inoltre particolare importanza viene data nella ricerca allo studio della tolleranza nei bambini, e questo sia perché i bambini hanno reazioni più immediate e spontanee alla frustrazione (mettendo quindi a disposizione dell’osservatore un materiale molto prezioso per la sua genuinità), sia perché le conseguenze di esperienze frustranti vissute nell’infanzia hanno un ruolo fondamentale nella costruzione della personalità e degli schemi di relazione all’altro e al mondo esterno in genere, come dimostrano le ricerche di Bowlby sull’attaccamento.

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CENTRO DIAGNOSI MILANO

febbraio 11, 2014 in diagnosi da admin

La diagnosi.

Con la diagnosi si tratta infatti di riconoscere dei segni, assunti come indizi per la valutazione di facoltà specifiche o del quadro globale della personalità, oppure dei sintomi di funzioni alterate riconducibili a entità nosologiche di cui si conoscono a grandi linee il decorso e l’esito.

Lo strumento fondamentale della diagnosi psichiatrica e l’intervento o colloquio con il paziente che prende avvio dalla raccolta di dati anamnestici e attuali.

Mentre nella diagnosi psicodinamica e in particolare in quella a orientamento analitico l’unica fonte dei dati e il paziente stesso, nella diagnosi psichiatrica la raccolta si estende ai familiari che possono fornire elementi che sfuggono al paziente o che egli stesso dissimula.

Oltre all’intervista, altri mezzi ausiliari di indagine diagnostica sono: l’indagine, il ricorso ai reattivi mentali esame neurologico per evidenziare aspetti organici che possono essere alla base di sindromi psichiche.

 

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CENTRO PSICOLOGICO DISLESSIA. Diagnosi,Trattamento Disturbi dell’Apprendimento (DSA)

febbraio 7, 2014 in diagnosi da admin

Centro Psicologico Amamente. Centro Diagnosi Dislessia Dsa